Prima la salute, ma serve di più per le piccole medie industrie

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Egr. Direttore,
con un fronte compatto che mi vede schierato accanto al presidente di CONFAPI Milano Avv. Nicola Spadafora – molto vicino anche alle piccole e medie imprese di Bergamo – abbiamo condiviso la linea della chiusura totale imposta dal Governo.
Questo, però, non perché la decisione ci piacesse in modo assoluto, quanto perché tra la Salute e la Produttività del Paese davanti a questa pandemia, davanti alle bare, davanti alla sofferenza, davanti ai comportamenti eroici di medici e infermieri, medici di base e farmacisti (che non ci stancheremo mai di ringraziare), noi abbiamo scelto la prima. Gli ultimi dati in Lombardia, anche se in modo timido e ancora molto lontano alla normalità, confortano e giustificano gli enormi sacrifici che tutti stiamo facendo.


Tuttavia questa pillola molto amara per il mondo produttivo – dalle aziende ai lavoratori, dagli imprenditori ai liberi professionisti – pensavamo fosse supportata da una maggiore attenzione.
Il nostro sistema rappresenta decine di migliaia di aziende e non credo che far slittare di appena 4 giorni le nostre scadenze sia stato un grosso vantaggio, non credo che differire ulteriori adempimenti di appena qualche mese o due possa essere di grande aiuto al Paese, visto che se non lavoriamo non incassiamo e se non incassiamo non possiamo pagare.
Le aziende, grandi, medie e piccole, le Partite Iva, con la loro chiusura, iniziata in molti casi prima dei decreti, per senso di responsabilità, stanno dando il loro grande e fondamentale contributo a sconfiggere la pandemia. Lo Stato deve fare la sua parte, fino in fondo, riconoscendo (con incentivi, crediti di imposta, riduzione della pressione fiscale e altri strumenti, non certo con rinvii di pochi giorni o di qualche mese) questo enorme sforzo.
Vi è poi oggi più che mai anche  la necessità di chiarezza e di una reale semplificazione delle procedure, anche questa crisi il Sistema Paese ha dimostrato che la burocrazia rimane un intoppo e un freno che aggrava e che rende difficile comprendere come operare.
Auspichiamo che il Parlamento e le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, comprendano le necessità reali delle imprese e appongano i correttivi necessari affinché l’economia possa realmente ripartire dopo questo complesso periodo, per il bene del Paese.
E’ necessario già oggi pensare al domani, con una visione al medio periodo e non solo ad aprile.


Antonio Maria Leonetti
Manager area Sviluppo – CONFAPI Milano


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