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La sanità nell’era dei social: “I motori di ricerca devono essere più rigorosi”

7 Ottobre 2019

Il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Galimberti ha chiesto un controllo più serio sui materiali che vengono indicizzati.

Siamo tutti social, iperconnessi, internet dipendenti. Siamo informati ma anche bombardati di notizie. Capire nel mare magnum di informazioni cosa è buono e cosa no, cosa è giusto e cosa sbagliato non è facile, tanto meno quando si tratta di ricerche che riguardano la nostra salute.

Da un’indagine Gfk Eurisko emerge che la rete è la terza fonte di nozioni per quanto riguarda malattie e disturbi dopo il medico di base e lo specialista.

Il tema, delicato e sempre più attuale, è stato affrontato questa mattina nell’ambito dell’annuale simposio organizzato dall’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatria della Provincia di Varese. Ospiti del presidente Roberto Stella che ha presieduto i lavori, hanno parlato l’avvocato e collaboratore del Sole24ore Paola Maddalena Ferrari, il professore di Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano Emanuele Lettieri, il direttore generale dell’Irrcs di Pavia San Matteo Carlo Nicola e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia Alessandro Galimberti.  A fare gli onori di casa anche il preside del Corso di laurea in Medicina dell’Insubria professor Giulio Carcano.

« Comunicare correttamente temi medici e sanitari è un’impresa sempre più difficile nell’epoca delle fake news – ha spiegato Roberto Stella – La fanno da padrone le ricette più miracolose, le terapie straordinarie, i percorsi di cura “fai da te”. Scienza e competenza finiscono per diventare fastidiosi ostacoli, quando non i nemici numeri uno del circolo mediatico e dei sentimenti populisti che albergano tra gli utenti del web».

Non è certamente tutto da buttare nella vita virtuale: «Ci sono molti esempi in Italia e ancora di più nei paesi anglosassoni, di un utilizzo dei social media da parte di ospedali, istituzioni sanitarie e associazioni di pazienti quale strumento di comunicazione per informare in modo attivo il pubblico, per sensibilizzare e promuovere campagne di prevenzione, per suggerire stili di vita e comportamenti salutari».

Chiede interventi mirati ai grandi attori del web, motori di ricerca che agiscono come veri e propri editori, anche il Presidente dell’ODG Galimberti: «Oggi siamo immersi in una specie di melassa, in cui ognuno può fare da sé una specie di quotidiano sui social e al lettore disattento dei social le differenze sono praticamente impercettibili.  Il percettore di notizie in campo medico è in condizioni di debolezza e spesso queste informazioni alimentano le paure più recondite».

VareseNews

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