Coronavirus, l’ospedale di Padova scelto per sperimentare il farmaco

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L’Azienda ospedaliera di Padova è uno dei tre centri italiani, insieme al Sacco di Milano (i cui ricercatori hanno isolato il ceppo italiano del coronavirus) e al San Matteo di Pavia, selezionati per avviare la sperimentazione dell’unico farmaco al momento risultato efficace nella cura dei pazienti colpiti da Covid-19. Cioè il Remdesivir, l’antivirale già utilizzato contro Ebola, i virus Marburg, Junin, Nipah, Hendra e appunto i coronavirus. Tanto è vero che è stato somministrato con successo alla coppia cinese passata per Verona a fine gennaio e poi ricoverata allo Spallanzani di Roma e sul ricercatore 29enne emiliano rientrato da Wuhan e trattato nello stesso istituto.

Finora l’azienda che lo produce, la californiana Gilead Sciences, d’accordo con agenzie governative, istituzioni e autorità regolamentari locali,l’ha fornito a diversi ospedali nel mondo, anche italiani, «sulla base dell’uso compassionevole per casi individuali». Però «non sufficienti a determinare la sicurezza e l’efficacia di Remdesivir nel trattamento di Covid-19, che possono essere appurate solo attraverso studi clinici prospettici». Da qui la decisione di avviare due studi di fase 3, la più completa, per testare l’efficia del farmaco a contrasto del Covid-19. Saranno reclutati mille pazienti, tra Cina e Italia, per capire se davvero possa essere somministrato con successo a tutti i soggetti contagiati dall’infezione, che nel mondo sono 117.734 (4.262 le vittime) e in Italia 10.149 (631 morti e 1004 guariti).

L’obiettivo

L’obiettivo, correndo contro il tempo e in attesa del vaccino che prima di un anno e mezzo non sarà disponibile, è di salvare vite umane, passando il prima possibile dalla sperimentazione all’immissione in commercio del farmaco. L’ospedale di Padova, universitario, è stato scelto perché, come quelli di Milano e Pavia, dispone di professionisti all’altezza, di un’ampia casistica, quindi dell’esperienza e del numero di pazienti richiesti, oltre che di laboratori in grado di effettuare esami biochimici ed ematochimici. La sperimentazione, che dovrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore dal ministero della Salute, potrebbe partire già in settimana. «L’obiettivo principale è determinare rapidamente la sicurezza e l’efficacia di Remdesivir come potenziale trattamento per Covid-19, e questa serie di studi complementari ci aiuta a ottenere una gamma più ampia di dati a livello globale sul profilo del farmaco in un breve lasso di tempo — fa sapere la Gilead Sciences —. La velocità con cui Remdesivir è passato alla clinica nel contrasto a questo virus riflette la necessità urgente di opzioni terapeutiche e l’impegno condiviso di industria, governi, organizzazioni sanitarie globali e operatori sanitari di rispondere a tale minaccia per la salute pubblica» in tempi stretti.

Gli studi

Gli studi valuteranno due durate di dosaggio su 400 pazienti con gravi manifestazioni cliniche e su 600 con manifestazioni moderate, per individuarne il miglioramento clinico. Anche a Padova agli specialisti delle Malattie Infettive sarà fornito un protocollo per la selezione dei malati, le indicazioni degli esami e dei dosaggi di Remdesivir ai quali sottoporli. Secondo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta e fondatore con Roberto Burioni del «Patto trasversale per la scienza», il Remdesivir è il farmaco antivirale «che sembra funzionare in molti casi di Covid-19. Va usato solo in casi di sintomi polmonari e sotto guida medica». In attesa del vaccino, lo definisce «la prima speranza» contro il nuovo coronavirus.

Fonte: Corriere del Veneto



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